Guerra, antifascismo, rimozioni con Focardi e El Houssi
Ciclo di incontri dell’ISSASCO, con Filippo Focardi e Leila El Houssi, a Sassari, Cagliari, Oristano
18 Aprile 2016
Guerra, Antifascismo, rimozioni. Questi i temi del ciclo di incontri promosso dall’Issasco, Istituto sardo per la storia dell’Antifascismo e della società contemporanea, in occasione del 71esimo anniversario della Liberazione. Gli storici Filippo Focardi e Leila El Houssi parteciperanno a tre iniziative pubbliche a Sassari, Cagliari e a Oristano.
SASSARI
Si inizia il 22 aprile a Sassari alle 17 nella sala Angioy del palazzo della Provincia in piazza d’Italia, in collaborazione con l’associazione Materia Grigia. Focardi presenterà il volume “Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale” (Laterza 2013). Il dibattito sarà preceduto dai saluti di Nicola Sanna, sindaco di Sassari, di Piero Cossu (Anpi) e Antonio Manca (Anmig). Interverranno inoltre Eros Francescangeli e Daniele Sanna dell’Issasco che insieme all’autore, professore dell’Università di Padova, indagheranno su due stereotipi che hanno fondato la memoria pubblica nazionale. Da un lato il cattivo tedesco, imbevuto di ideologia razzista e pronto ad eseguire gli ordini con particolare brutalità, dall’altro il bravo italiano, contrario alla guerra, pacifico generoso anche quando era occupante. Un’idea che ha aiutato a non fare i conti sugli aspetti aggressivi di una guerra combattuta a fianco all’alleato tedesco. La responsabilità della guerra non doveva gravare sugli italiani ma su Mussolini e sul regime che avevano precipitato il Paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Argomenti questi, che, come spiega Focardi, furono utilizzati in parte dalla propaganda Alleata e poi rilanciati dopo l’8 settembre dal re e da Badoglio. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito per oscurare le responsabilità italiane. E’ prevalsa così un’immagine autoassolutoria che ha addossato solo sui tedeschi il peso dei crimini compiuti. Quella di venerdì 22 è la prima iniziativa sassarese dell’Istituto Sardo per la Storia dell’Antifascismo e della Societa Contemporanea.
CAGLIARI
Seguirà il dibattito a Cagliari, alla libreria Mieleamaro in via Manno 88, dove sabato 23 alle 17 la storica Leila El Houssi presenterà “Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre” (Carocci editore, 2014). Introduce Walter Falgio (Issasco), intervengono Patrizia Manduchi (Università di Cagliari) e Filippo Petrucci (Università di Cagliari). Coordina Valeria Deplano (Issasco). Lo studio affronta il tema dell’antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione un altro luogo comune, quello secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell’élite borghese liberale di appartenenza massonica, militanti del movimento anarchico, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell’uomo (LIDU) e, in seguito, l’apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l’analisi della stampa, della memorialistica e di una vasta documentazione recuperata negli archivi tunisini, italiani e francesi.
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