Antimilitarismo. Mappe, movimenti, conflitti
Mercoledì 15 ottobre alle 18 a Cagliari, nella sede dell’associazione “Antonio Gramsci”, si è tenuta la presentazione del numero monografico della rivista “Acronia” dedicato all’antimilitarismo in Italia dal secondo dopoguerra a oggi.
Hanno promosso l’iniziativa l’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea, Assemblea natzionale sarda e Associazione “Antonio Gramsci” Cagliari.
Sono interventi i curatori del numero Isabelle Felici (Université de Montpellier Paul- Valéry) e Giorgio Sacchetti (Università di Firenze) e l’autore Walter Falgio (Issasco). Ha coordinato Roberta Olianas (Ans) e ha introdotto Simone Seu (associazione “Gramsci”).

Questo numero di «Acronia» open access è dedicato allo studio dell’attivismo dei movimenti antibellicisti in Italia nel secondo dopoguerra nelle loro differenziate declinazioni; in particolare si cerca di indagare vari aspetti e visuali del fenomeno, spaziando su diverse dimensioni: geopolitica, spazio-temporale, psicosociale, esistenziale.
La rivista ospita anche un saggio sulla Sardegna dove i primi segnali dell’opposizione alla presenza militare a partire dall’immediato secondo dopoguerra e nel corso degli anni Sessanta sono tracciabili in molteplici ambiti delle dinamiche di partecipazione democratica al dibattito politico. Dalle iniziative organizzate di partiti, associazioni e movimenti, alle forme di espressione individuale, dalla denuncia mediata attraverso l’arte cinematografica alla produzione pubblicistica alle inchieste giornalistiche: il dissenso verso i gravami della Difesa nell’isola ha assunto lineamenti diffusi, eterogenei e trasversali dai quali emergerebbero i contenuti di un oggetto di ricerca talora peculiari, ascrivibili agli scenari della storia politica e sociale del Novecento, altresì in connessione con ben più ampi e complessi contesti transnazionali.
Si propone una parziale mappatura delle manifestazioni iniziali dell’antagonismo all’imposizione sul territorio sardo di vincoli riconducibili alle politiche in ambito Nato, con particolare attenzione alla stampa e al dibattito parlamentare egemonizzati dal Partito Comunista Italiano.
L’iniziativa è stata realizzata grazie a un finanziamento dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna