Mostra sui crimini nazifascisti a Cagliari
Incontro di chiusura con Marco De Paolis, Massimo Zedda, Valeria Deplano e Daniele Sanna
Mercoledì 8 luglio alle 18,30, al Centro comunale d’arte Il Ghetto, in via Santa Croce 18 a Cagliari, si terrà l’incontro di chiusura della mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso. Le stragi nazifasciste nella guerra di Liberazione 1943-1945“ sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La storica dell’Università degli Studi di Cagliari, Valeria Deplano, dialogherà con il curatore della mostra, il Procuratore generale militare, Marco De Paolis, con il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e con il direttore dell’Issasco, Daniele Sanna.
Promuovono l’evento l’Issasco, Agorà Sardegna Società Cooperativa, CoopCulture.
Con il contributo finanziario del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna.

La mostra, visitabile al Ghetto sino al 12 luglio prossimo (dal martedì alla domenica 10-13/17-20, ingresso gratuito), è suddivisa in quattro sezioni e documenta i crimini nazifascisti commessi in Italia e all’estero tra il ’43 e il ’45 che hanno causato: 70 mila vittime militari in Europa in circa 100 episodi; oltre un migliaio di vittime militari italiane in Italia; 650 mila vittime delle deportazioni di internati militari italiani; 24.409 vittime civili in Italia in 5872 episodi, di cui 14935 al Nord, 6862 al Centro, 2623 al Sud.
La prima sezione è dedicata ai crimini di guerra sui militari. Attraverso pannelli grafici e postazioni interattive, sono trattati i crimini di guerra commessi in Italia e all’estero sui militari italiani dopo l’8 settembre, sui civili italiani all’estero e sui civili stranieri vittime di crimini di guerra commessi da militari italiani, come la strage del villaggio di Domenikon in Grecia.
La seconda sezione – a sua volta suddivisa in tre parti (sud – centro – nord) è dedicata ai crimini di guerra commessi in Italia sulla popolazione civile. È costituita da pannelli grafici sui principali eventi e da postazioni video interattive con schede e storia per immagini delle principali stragi in Italia partendo da sud verso nord. Questa sezione ha visto il fondamentale contributo dell’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia, curato dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).
La terza sezione è dedicata ai deportati, attraverso due pannelli grafici, uno relativo a deportazione e internamento nei lager del Terzo Reich, l’altro a deportazione e lavoro coatto. Vi sono, inoltre, postazioni con mappe interattive dei principali luoghi di internamento e deportazione, immagini, date ed eventi.

La narrazione espositiva si chiude con una sezione dedicata ai processi celebrati nei tribunali militari italiani contro i crimini di guerra tedeschi dal dopoguerra ad oggi (1949-2013). Tentativi compiuti – seppure parziali e in gran parte tardivi – per affermare i princìpi di diritto sui crimini di guerra.
Quattro pannelli grafici affrontano la storia dei processi degli Alleati, come quelli a Kesselring e Simon, e poi quelli italiani della prima fase, dal dopoguerra al 1994, come i processi a Reder e Kappler, poi la ripresa dei processi dal 1994 al 2002, come quello contro Priebke, ed infine i processi per le grandi stragi dal 2002 al 2013, come quelle di Sant’Anna di Stazzema, Vinca, Monte Sole, Civitella Val di Chiana e Fucecchio che vedono protagonista la Procura militare presso il Tribunale militare di La Spezia, diretta da De Paolis.
La mostra, riprendendo e rovesciando il significato delle parole con cui nel 1960 venne operato l’insabbiamento di centinaia di fascicoli giudiziari riguardanti gli eccidi di militari e civili italiani dopo l’8 settembre 1943 (nonostante il lungo tempo trascorso) ha, inoltre, l’obiettivo di evitare che il passare del tempo e la sua distanza dall’accadimento di quelle atrocità ne possa offuscare la memoria.
Dal rinvenimento nel 1994 del cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli occultati sulle stragi nazifasciste, il Procuratore Marco De Paolis diede inizio nel 2002 alla grande stagione processuale, conclusasi nel 2013, dei processi ai criminali di guerra tedeschi. Ciò ha permesso – sebbene a oltre 50 anni di distanza – di fare giustizia, anche se tardivamente, su alcune delle principali stragi perpetrate dai nazifascisti in Italia dopo l’armistizio.
L’esposizione della mostra, curata dal Procuratore generale militare Marco De Paolis, si è avvalsa del contributo di un Comitato scientifico presieduto e coordinato dallo stesso De Paolis, con la partecipazione della storica Isabella Insolvibile e con la consulenza di Paolo Pezzino, già presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”.